mercoledì 3 aprile 2013

l'arcano del momento presente - la papessa





La mia Confessione fedele 

Curo i prati come il pavimento della mia casa, 
guardo l’erba come il tappeto sul quale 
allignano i figli e un tempo contento. 
Non vi è obbligo di appartenenza. 
Ogni filo d’erba è una speranza, 
il diritto per l’umiltà di un altro 
che l’ha preceduto e che io ho falciato, 
raccolto e scelto per necessità e dottrina. 
Pulire i prati è levare loro i sassi e contarli, 
come un atto di compassione 
ad ogni riverenza che gli concedi. 
È raccogliere terra sputata dal fondo e seminarla, 
di nuovo, in segno di generosità verso essa. 
È forse un lavoro ingrato e fermo al punto di partenza ma 
è anche la mia confessione fedele, 
la coscienza che mi riconosco addosso, 
di essere qui anche per questo. 
R. Dapunt



Tra mille tramestii e vacui discorsi, parole che si affollano inutili e tempi dilatati all'infinito, mentre ci sarebbe solo da fare spazio per nuove e rivoluzionarie azioni, consistenti in semplice e concreto FARE; tra tentativi di depistaggio e di rendere complicato quello che è semplice e inaccessibile quello che è di tutti, mentre il tempo passa inesorabile e il quotidiano affanno grava sulla vita di chi si arrovella sul prezzo delle mele piuttosto che sugli scranni presidenziali, 

ebbene proviamo a fare SILENZIO. 

Un silenzio sacro, interno, puro e scarno, dove quello che è vero semplicemente E'. 
Dove le azioni di ogni giorno, umili e prive di altisonanza, acquistano il fervore mistico della REALTA'.

Da questo spazio, e solo da questo, esprimiamo parole e pensiero. Il resto lo si lasci a chi, senza pace, si sgretola inesorabilmente minuto dopo minuto, e non lo sa.  



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