giovedì 25 aprile 2013

25 aprile, papa e papessa sul carro




Il 25 è composto da due numeri, che rappresentano nella loro essenza vibratoria, gli archetipi complementari:


la papessa, ricezione del messaggio



il papa, esternazione ispirata



La papessa da sola perde il suo scopo, ritenendo la Luce al suo interno.
Il papa da solo comunica senza collegamento con l'energia spirituale, e quindi manca la sua missione. 
Insieme producono la sinergia perfetta perchè l'onda cosmica attraversi il canale in modo virtuoso e si propaghi evolutivamente. 
Per questa giornata dunque, la prima interessante osservazione, utile a tutti noi sembra essere:
ascoltare, recepire, interiorizzare, vagliare cosa arriva e la adeguatezza del messaggio, e poi comunicare, esprimere, veicolare e condividere con attenzione al come e alla frequenza di emissione.


Altra chiave: il senso ultimo della coppia di numeri che forma questa data è espressa dal 7, il carro.



La sintesi dunque di papa e papessa è la progressione dell'esperienza nutrita di nuova saggezza e portata all'esterno, nel mondo, con enfasi ed entusiasmo.


Ebbene, in questa giornata controversa potrebbe essere interessante adottare una nuova lettura, focalizzandoci non sul sacrificio e sulle sofferenze di uomini e donne della resistenza, ma di cavalcare la forza della loro convinzione profonda nel cercare di costruire una realtà diversa e più consona con il loro sentire autentico.

Godiamoci un pò di Strauss, sognante, potente, visionario, lasciamo andare sensazioni e pensieri di fallimento e rinuncia e ancoriamo la frequenza a prospettive di speranza e concretizzazione di una realtà trasformata.




mercoledì 17 aprile 2013

l'arcano del momento presente - il due di spade








Sarà la giornata odierna, incentrata sulle votazioni del presidente della Repubblica, ma questo due di spade intercetta puntuale una inevitabile sensazione collettiva di sospensione.  

Il due di spade è attesa. 
E' una pausa mentale, come se non si sapesse cosa pensare e come dirigere i pensieri. In sè non è negativo nè positivo, purchè non diventi impasse. 
Il rischio, in queste ore di crogioli politici ad ogni angolo di strada e ad ogni salottino e anticamera televisivo, è amplificare l'energia destabilizzante del sentirsi bloccati in un vicolo cieco, senza garanzie di uscita e senza speranze di movimento progressivo. 

E' vero che il nostro paese è precipitato in uno stallo istituzionale, (e si sa che il macro facilmente condiziona il micro); è vero che siamo in affanno su ogni aspetto della vita politica, sociale, economica ed è sensazione diffusa non riuscire ad uscire dallo stallo, ma

il due di spade nasconde una opportunità: avere il tempo di capire.

Capire con la mente quello che la pancia ha sentito e sente: quanta paura e quanta passione anima ognuno di noi. Quanta fiducia e quanta rassegnazione albergano al nostro interno, per poter cogliere al meglio l'opportunità di trasformare, rettificare, riequilibrare, in vista di un agire consapevole alla prossima onda energetica che è proprio dietro l'angolo.

Sfruttiamo questo due di spade, confrontandoci con noi stessi, facendo ordine.
Prepariamoci.   

  

giovedì 11 aprile 2013

l'arcano del momento presente - la giustizia






"L’individuo che prende su di sé la responsabilità per quanto accade nella sua vita e nella sua nazione, diviene inarrestabile. Chi invece attende passivamente che siano le condizioni esteriori a cambiare, si sta comportando come un mendicante di felicità. Il cittadino del futuro non cerca le condizioni adatte, le crea." S. Brizzi

Abbiamo già parlato dell'arcano degli AMANTI, legato numerologicamente a questo anno in corso.
Ebbene, nel leggere la frase riportata sopra, nuovamente il richiamo a questo archetipo si evidenzia. La scelta è un cardine essenziale della manifestazione di umanità; grazie al libero arbitrio, ad un certo livello siamo nella possibilità di esprimere noi stessi attraverso delle decisioni che inevitabilmente daranno un indirizzo al nostro agire e al nostro vivere.

Ieri mio figlio, ultimo anno di liceo, in una simulazione del tema di maturità ha avuto il compito di scrivere alcune considerazioni sull'indifferenza; la fonte citata era il celeberrimo piccolo saggio gramsciano "odio gli indifferenti".
Io non odio gli indifferenti. Penso che chi, indifferente alla creazione della sua realtà, non si impegna in un modo qualsiasi ad esprimere nuove modalità, rinuncia non solo a concepire mondo, ma a concepire se stesso e se lo fa, presumibilmente è perchè il suo livello di coscienza non gli consente altro. Con questa considerazione non sto giustificando, ma constatando.

Altrettanto constato come sia affascinante e contagiosa la veemenza vibrante e passionale con la quale Gramsci esprime il suo pensiero
("Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”), 
ma percepisco uno stridio sottile quanto fastidioso, come quei sibili di sottofondo che a volte disturbano, non ravvisandone la fonte.

Osservo che uomini di cuore e ideali, visionari e pensatori, sono sempre esistiti e, grazie all'impegno di pochi, spesso la storia si è scritta con balzi in avanti a beneficio di tanti. Caldeggiando quindi la presa di coscienza individuale, necessaria in questi tempi così ricettivi al cambiamento, quello che sento essere il messaggio di questi amanti è non solo
SCEGLI 
di partecipare, di creare, di avere una visione e portarla in azione, ma
COME SCEGLI

Ed ecco qui evidenziarsi la GIUSTIZIA, arcano del momento presente di oggi.




La Giustizia rimanda al peso che diamo al cuore, non inteso come intensità e passione, ma come spazio inclusivo e senza giudizio di ogni cosa e del suo contrario, essendo noi Uno e Tutto contemporaneamente. 
Pragmaticamente, nel processo della giustizia c'è posto per gli attivisti e per gli indifferenti, poichè fintanto che concepiamo il mondo come realtà conflittuale, finchè siamo contro qualcosa e qualcuno, fino a quando amando odiamo, nulla cambierà in modo autentico, ma ciclicamente i piatti della bilancia penderanno a destra e sinistra senza requie.
Il processo attuale, la sfida, l'invito della giustizia e di questi tormentati e magici tempi, è quello di trasformare non solo il mondo fuori, ma il mondo dentro. Provare a trascendere la visione datata dell'uomo in contrapposizione permanente, e collocarci vibrazionalmente  Altrove, nel paese del cuore, dove c'è spazio per la creazione pura, senza falsi paradigmi di riferimento. 

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l'archetipo




mercoledì 3 aprile 2013

l'arcano del momento presente - la papessa





La mia Confessione fedele 

Curo i prati come il pavimento della mia casa, 
guardo l’erba come il tappeto sul quale 
allignano i figli e un tempo contento. 
Non vi è obbligo di appartenenza. 
Ogni filo d’erba è una speranza, 
il diritto per l’umiltà di un altro 
che l’ha preceduto e che io ho falciato, 
raccolto e scelto per necessità e dottrina. 
Pulire i prati è levare loro i sassi e contarli, 
come un atto di compassione 
ad ogni riverenza che gli concedi. 
È raccogliere terra sputata dal fondo e seminarla, 
di nuovo, in segno di generosità verso essa. 
È forse un lavoro ingrato e fermo al punto di partenza ma 
è anche la mia confessione fedele, 
la coscienza che mi riconosco addosso, 
di essere qui anche per questo. 
R. Dapunt



Tra mille tramestii e vacui discorsi, parole che si affollano inutili e tempi dilatati all'infinito, mentre ci sarebbe solo da fare spazio per nuove e rivoluzionarie azioni, consistenti in semplice e concreto FARE; tra tentativi di depistaggio e di rendere complicato quello che è semplice e inaccessibile quello che è di tutti, mentre il tempo passa inesorabile e il quotidiano affanno grava sulla vita di chi si arrovella sul prezzo delle mele piuttosto che sugli scranni presidenziali, 

ebbene proviamo a fare SILENZIO. 

Un silenzio sacro, interno, puro e scarno, dove quello che è vero semplicemente E'. 
Dove le azioni di ogni giorno, umili e prive di altisonanza, acquistano il fervore mistico della REALTA'.

Da questo spazio, e solo da questo, esprimiamo parole e pensiero. Il resto lo si lasci a chi, senza pace, si sgretola inesorabilmente minuto dopo minuto, e non lo sa.